Risarcimento diretto, cos’è e come richiederlo

La legge mette a disposizione di chi subisce un sinistro stradale uno strumento molto efficace per ottenere più velocemente il giusto risarcimento. Si tratta del risarcimento diretto. In cosa consiste? E come fare a richiederlo? Vediamo insieme tutte le condizioni che possono permetterti di ottenere più velocemente il tuo risarcimento.

Cos’è il risarcimento diretto

Il risarcimento diretto consiste nella liquidazione dei danni occorsi a seguito di un incidente stradale tra due veicoli da parte della propria compagnia assicurativa.

Il risarcimento diretto è stato introdotto dalla cosiddetta legge Bersani del 2007 ed è disciplinato dall'articolo 149 del Codice delle Assicurazioni e dall’art. 1 comma 1. Lettera d) del DPR 254/06 “Regolamento recante disciplina del risarcimento diretto”.

Questa procedura è stata introdotta per accelerare l’iter di liquidazione del risarcimento danni a favore del danneggiato.

Non è una procedura obbligatoria ma si configura come una facoltà alternativa alla tradizionale azione di richiesta risarcimento verso il responsabile del danno. Il danneggiato può scegliere autonomamente se chiedere il risarcimento alla propria assicurazione o a quella del responsabile del sinistro.

Quando si richiede il risarcimento diretto

La legge pone alcune condizioni affinché si possa richiedere indennizzo diretto per un incidente stradale. In primo luogo si richiede che il soggetto che fa richiesta di risarcimento diretto alla propria assicurazione non sia responsabile dell’incidente. In secondo luogo nell’incidente devono essere coinvolti esclusivamente 2 veicoli, entrambi con targa italiana e assicurati. Infine, l’incidente deve avvenire su territorio italiano o Città del Vaticano o San Marino.

Detto ciò, non tutti i danni sono risarcibili con indennizzo diretto. Esistono dei casi specifici in cui è possibile il risarcimento diretto del danno. I danni risarcibili con risarcimento diretto sono:

  • Danni al veicolo assicurato non responsabile del sinistro;
  • Danni a cose trasportate appartenenti al proprietario o al conducente;
  • Lesioni di lieve entità subite dal conducente, intendendosi come tali quelle che si risolvono in un danno biologico di invalidità permanente inferiore o uguale al 9 % (c.d. micropermanenti), secondo la tabella speciale sorta a seguito della legge n. 57/01. Tra queste ad esempio potrebbe rientrare il colpo di frusta.

Quando non si può richiedere il risarcimento diretto

Abbiamo visto fin qui che la disciplina del risarcimento diretto limita il campo di applicabilità della legge a specifici casi. Inoltre la legge esclude esplicitamente alcune casistiche per l’applicazione della disciplina sul risarcimento diretto.

Nello specifico, sono esclusi dalla possibilità di risarcimento diretto:

a) sinistri senza urto (c.d. sinistro da turbativa);

b) sinistri in cui sono coinvolti altri veicoli responsabili oltre a quelli dell’istante e quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese;

c) sinistri avvenuti con un veicolo straniero;

d) sinistri con un ciclomotore che non sia munito della c.d. “nuova targa” (ex DPR 6 marzo 2006, n. 153);

Il risarcimento del terzo trasportato, invece, non rientra nell’ambito della procedura dell’indennizzo diretto. In tutti questi casi la richiesta di risarcimento danni non deve essere rivolta alla propria assicurazione ma all’assicurazione del responsabile del sinistro.

Come richiedere il risarcimento diretto

Per richiedere il risarcimento diretto dell’incidente in cui sei stato coinvolto ingiustamente munisciti di Modulo di Constatazione amichevole per comunicare all’assicurazione l’incidente. Dopo questo passaggio sarà necessario fare richiesta di risarcimento diretto alla tua assicurazione.

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